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5. «Disegni Merz» I: le Riflessioni sul presente

A partire dal 1918 Kurt Schwitters realizza collage che chiama «disegni Merz», usando i materiali che si trova ad avere sottomano come carta, ritagli di giornale, biglietti, volantini pubblicitari, piume o tessuti. Spalma di colla la superficie dell’opera e dispone i vari elementi a formare una composizione. Schwitters è interessato alle proprietà dei diversi materiali – struttura, colore, luminosità – e agli effetti artistici che può ricavarne. Alcune opere sono costituite solo da forme astratte. Altre contengono frammenti testuali e immagini tratte dalle pubblicità, rimandando alla cultura consumistica in rapida espansione o a eventi politici. Vari lavori fanno riferimento ai suoi viaggi e ai suoi numerosi contatti in patria e all’estero. Schwitters non intende fornire messaggi chiari con i suoi «disegni Merz», che per questo non hanno un significato univoco. Spesso vi si trovano riferimenti alle esperienze quotidiane e personali e la combinazione giocosa di linguaggio e materiale.

Contesto: I «disegni Merz» di Kurt Schwitters riprendono la tecnica dada del collage nota anche come «montaggio». Dadaisti e dadaiste considerano il montaggio una forma d’arte radicale e innovativa per la moderna epoca dei media e dell’industria: il montaggio è inteso a rispecchiare plasticamente la «lacerazione», la violenza, la contraddittorietà e i molteplici problemi della società postbellica. A differenza dei collage dadaisti, dalla forte connotazione politica, i «disegni Merz» di Schwitters hanno carattere apolitico e soggettivo. Preponderanti sono il materiale, la forma e la composizione.

5.1 Ursonate

La Ursonate («Sonata primordiale») di Kurt Schwitters è una poesia sonora sperimentale creata fra il 1922 e il 1932, composta di sillabe prive di significato e sequenze di suoni ordinate secondo principi musicali. Schwitters dà alla Ursonate la struttura di una sonata classica in quattro movimenti (introduzione, largo, scherzo, finale) e una cadenza. Il brano, della durata di circa mezz’ora, intende liberare il linguaggio dal suo significato e renderlo esperibile da una prospettiva puramente sonora. Schwitters concepisce la Ursonate come pendant acustico ai suoi collage, una sorta di «arte Merz» per l’orecchio. Esegue più volte la Ursonate davanti al pubblico: la registrazione qui riprodotta ne è l’unico documento conservato.

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